Triptamina segnale del sonno e su GPR139 nuovi farmaci

 

 

ROBERTO COLONNA

 

 

NOTE E NOTIZIE - Anno XXIII – 27 giugno 2026.

Testi pubblicati sul sito www.brainmindlife.org della Società Nazionale di Neuroscienze “Brain, Mind & Life - Italia” (BM&L-Italia). Oltre a notizie o commenti relativi a fatti ed eventi rilevanti per la Società, la sezione “note e notizie” presenta settimanalmente lavori neuroscientifici selezionati fra quelli pubblicati o in corso di pubblicazione sulle maggiori riviste e il cui argomento è oggetto di studio dei soci componenti lo staff dei recensori della Commissione Scientifica della Società.

 

 

[Tipologia del testo: RECENSIONE]

 

La regolazione del ciclo sonno-veglia è un’area di straordinario interesse sperimentale, che sta rivelando aspetti di notevole interesse neurobiologico generale. Lo stato di veglia del cervello si caratterizza per la produzione di sostanze promotrici del sonno, e si è accertato che il tasso di tali molecole nel liquor o fluido cerebrospinale riflette la pressione omeostatica del sonno. I numerosi studi finora condotti non sono riusciti a identificare chimicamente tali composti e, allo stesso modo, rimane misterioso il meccanismo neurale per la produzione e la rilevazione di questi segnali.

Huateng Cao e numerosi colleghi coordinati da Zhe Zhang sono riusciti a identificare nella triptamina una di queste molecole-segnale. In particolare, hanno accertato che i livelli di triptamina nel fluido cerebrospinale tracciano la pressione omeostatica di sonno in topi notturni e in maiali diurni, riflettendo la storia dell’attività fisica indipendentemente dai cicli luce-buio. Il prosieguo della sperimentazione ha prodotto risultati veramente degli di nota.

(Cao H. et al., Tryptamine from wake-active monoaminergic neurons regulates sleep homeostasis. Nature Neuroscience – Epub ahead of print doi: 10.1038/s41593-026- 02332-x, 2026).

La provenienza degli autori è la seguente: Institute of Neuroscience, CAS Center for Excellence in Brain Science and Intelligence Technology, Chinese Academy of Sciences, Shanghai (Cina); Yiwu Research Institute of Fudan University, Yiwu (Cina); University of Chinese Academy of Sciences, Beijing (Cina); iHuman Institute, ShanghaiTech University, Shanghai (Cina); School of Life Science and Technology, ShanghaiTech University, Shanghai (Cina); Department of Neurology and National Center for Neurological Diseases, Huashan Hospital, State Key Laboratory of Medical Neurobiology and Ministry of Education Frontiers Center for Brain Science, Shanghai Medical College, Fudan University, Shanghai (Cina); Department of Physiology, Institute of Brain and Intelligence, Third Military Medical University, Chongqing (Cina); Chongqing Institute for Brain and Intelligence, Guangyang Bay Laboratory, Chongqing (Cina); Department of Rehabilitation Medicine, Huashan Hospital, State Key Laboratory of Medical Neurobiology, Institute for Translational Brain Research, MOE Frontiers Center for Brain Science, MOE Innovative Center for New Drug Development of Immune Inflammatory Diseases, Fudan University, Shangha (Cina); DP Technology, Beijing (Cina).

Prima di riassumere i contenuti dello studio, si propone qui di seguito un’introduzione alla fisiologia del sonno, tratta dalla nostra presentazione dell’individuazione di dinamiche di popolazione troncoencefaliche che regolano il sonno REM[1].

In base al fenomeno dei movimenti oculari mentre si dorme, si distingue un sonno caratterizzato dai rapidi movimenti degli occhi a palpebre chiuse, o sonno REM, e un sonno in cui sono assenti questi movimenti: sonno non-REM o NREM. In base all’EEG si distinguono 5 stadi o fasi. Dallo Stadio 1 allo Stadio 4 si ha sonno NREM; lo Stadio 5 corrisponde al sonno REM[2].

Lo Stadio 1 è la transizione dalla veglia al sonno: il tracciato EEG mostra un decremento dell’attività di alta frequenza che caratterizza la veglia.

Lo Stadio 2 è il primo vero stadio del sonno: il tracciato EEG presenta i caratteristici fusi del sonno, onde di 7-15 Hz della durata di 1-2 secondi la cui forma ricorda quella dei fusi per la filatura, e i complessi K. I fusi del sonno e i complessi K riflettono oscillazioni lente, sincronizzate di attività neuronica e sinaptica all’interno del talamo e della corteccia cerebrale. Questo stadio corrisponde al rilassamento generale e alla iperpolarizzazione di neuroni e reti che segue la graduale estinzione dei meccanismi cerebrali di vigilanza. Durante questo stadio il tono muscolare si riduce e gli occhi ruotano molto lentamente indietro e in avanti. La respirazione diventa più lenta e regolare e la temperatura del corpo comincia a diminuire.

Lo Stadio 3 è contrassegnato dall’apparire di onde delta (0.5-4 Hz) in proporzione significativa; la loro comparsa indica l’aumento della sincronizzazione talamo-corteccia che segna un’estinzione pressoché completa dei processi di vigilanza.

Lo Stadio 4 è definito dalla predominanza delle onde delta, che superano il 50% del tempo dell’EEG. Si tratta dello stadio più profondo del sonno. Negli stadi 3 e 4 la respirazione continua ad essere lenta e regolare, si riduce la frequenza cardiaca, i muscoli si rilassano e la temperatura raggiunge un livello molto basso.

Dopo circa 30 minuti, la persona addormentata ascende rapidamente i 4 stadi, percorrendoli all’inverso ma, invece di svegliarsi, entra in quella fase speciale del sonno: il sonno REM o Stadio 5 caratterizzato dai rapidi movimenti di oscillazione degli occhi sotto le palpebre[3]. Lo Stadio 5 o REM si caratterizza per un tracciato di più alta frequenza e minore ampiezza, che si avvicina un po’ a quello della veglia, e viene perciò considerato uno “stato attivato”. Le persone risvegliate durante la fase REM riportano l’esperienza di sogni vividi e realistici dall’80 al 95% del tempo. La fase REM nell’adulto occupa circa il 25% del tempo di sonno di una notte. Un ciclo di sonno è costituito da una sequenza 1-4 seguita da una successione 4-1-5: la durata di un ciclo è di 90-110 minuti (massimo 120) e si contano in genere 4-6 cicli per notte.

Torniamo allo studio che ha individuato la triptamina come regolatore dell’omeostasi del sonno.

Huateng Cao e colleghi, come si è detto, hanno rilevato che i livelli di triptamina nel liquor tracciavano la pressione omeostatica del sonno in topi ad adattamento notturno e in maiali con adattamento diurno, riflettendo la “storia dell’attività fisica” degli animali, indipendentemente dai cicli nictemerali di luce e buio.

I ricercatori hanno sviluppato un sensore fluorescente ratiometrico per la triptamina e hanno dimostrato che la triptamina è prodotta dai nuclei monoaminergici attivi durante la veglia nel diencefalo e nel tronco encefalico, ed è secreta in una modalità attività-dipendente.

Il prosieguo della sperimentazione ha consentito a Huateng Cao e colleghi di accertare che la triptamina rilasciata si lega al recettore accoppiato a proteine G 139 (GPR139), e aumenta l’eccitabilità neuronica nell’area preottica dell’ipotalamo per promuovere il sonno.

La segnalazione triptamina-GPR139 era necessaria per il rebound del sonno omeostatico, e le piccole molecole ad azione agonistica di GPR139 promuovevano sia la durata sia la qualità del sonno.

Nell’insieme, i risultati emersi da questo studio definiscono la triptamina come segnale associato all’omeostasi del sonno, e il recettore GPR139 come un target farmacologico per il trattamento di disturbi del sonno.

 

L’autore della nota ringrazia la dottoressa Isabella Floriani per la correzione della bozza e invita alla lettura delle recensioni di argomento connesso che appaiono nella sezione “NOTE E NOTIZIE” del sito (utilizzare il motore interno nella pagina “CERCA”).

 

Roberto Colonna

BM&L-27 giugno 2026

www.brainmindlife.org

 

 

 

 

________________________________________________________________________________

 

La Società Nazionale di Neuroscienze BM&L-Italia, affiliata alla International Society of Neuroscience, è registrata presso l’Agenzia delle Entrate di Firenze, Ufficio Firenze 1, in data 16 gennaio 2003 con codice fiscale 94098840484, come organizzazione scientifica e culturale non-profit.

 

 

 

 



[1] Note e Notizie 30-05-26 Dinamiche di popolazione regolano il sonno REM.

[2] Questa fase in cui l’attività della corteccia si avvicina a quella della veglia è caratterizzata da sogni, che possono spesso essere “sogni lucidi”. Un tempo si credeva che i sogni si avessero solo in fase REM.

[3] Il sonno REM (rapid eye movement) fu scoperto nel 1953 da Eugene Aserinsky e Nathaniel Kleitman, registrando contemporaneamente EEG e EOG in soggetti adulti addormentati, e rilevando questa particolare fase 4 o 5 volte per notte.